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Vorrei che il, gli alieni, e Mark Zuckerber

Io vorrei guardarti e basta,
mica altro.
Vorrei guardarti guardarmi.

Vorrei che il mondo, gli alieni, e Mark Zuckerberg
acconsentisse al fatto che due
se a questi due va
possano guardarsi e immaginarsi
in modi che gli altri
gli stupidi
pensano non si possa guardarsi
e immaginarsi.

Che stupidi, gli stupidi.
Che stupido io,
che stupida tu
egli, noi, voi e pure essi.
Che poi ‘sti essi nessuno li ha mai visti
eppure è per essi
mica altri
che smetteremo di guardarci guardarsi.

A meno che
a meno che con ‘sti occhi verdi e gialli
con ‘sti capelli imprevedibili,
a meno che con ste magliette che io guarda non so
con sti denti che non s’è capito come,
mi dicessi che sì:
ci si può guardare guardarsi.

Guardare guardarsi allungare un dito
a scelta, poi una mano.
Guardare gurdarsi allungare un arto
poi un collo,
poi un altro collo e poi un bacio
allungato fino a dove io e te sappiamo
e gli altri
no.

Anche
se gli altri vorrebbero additarci
accusarci, puntarci
dirci
che non dovremmo occhio-bocca-denti-capelliarci troppo.

Ma io a sto mondo
a tutto
ho detto
che posso guardare guardarmi allungarmi chi mi pare.

Che venisse un invidioso
a dire che non posso impressionarmici le retine.
Che scendesse il Cristo
a dirmi che non posso desiderare occhi d’altri,
sorriso d’altri,
capelli rossi d’altri.

Che io a Cristo non gli direi nulla
se non
un ‘guardala’.