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Faccio la lavatrice e penso che penso spesso quando faccio l’avatrice

Faccio la lavatrice e penso
penso spesso quando faccio la lavatrice
penso, chissà perché per dire “la lavatrice” non si metta l’apostrofo.
L apostrofo avatrice
l’avatrice.

La-lavatrice
la-lavanderia
lala
avevo un’amica che si chiamava Lala
contrariamente al nome aggraziato
Lala
era una bestia di satana
metteva il ketchup sulla pasta
l’ho sputtana su instagram
continua a farlo.

Allora ho pensato
a lala le leverò il saluto a lala la prossima volta che la penserò mentre faccio l’avatrice

Comunque
volevo tu sapessi
che tutto questo pensare d’altro
è pensato per non pensare
a te

A te che comunque
volevo tu sapessi
secondo il primo me
secondo il secondo
e secondo il terzo me
a quest’ora
dovresti già esserti perdutamente
tutt’altro che stocasticamente
che non so cosa voglia dire
ma suonava bene
sconcertatamente
forsennatamente
chiamando urlando le tue amiche telefonalmente
innamorata
di me.

Comunque
volevo tu sapesi
che dopo una breve
ma intensa riunione
tra le mie succitate personalità
siamo giunti al punto che
tu
tu ti sia già
innamorata
di me.

Forse sbaglio, forse?
no, non dirmelo
dai dimmelo: ho ragione, quindi?
anzi no no no, sì, dimmelo.

Va bene, ho capito, d’accordo
lo dico io
tu
mi ami
già.

Comunque
volevo tu sapessi
che dopo una breve
ma intensa tachicardia
sono certo
al 33%
d’amarti già
ma è solo una stima
è un exit poll

È solo che pensavo
che devo ancora sentire
gli altri due secondi me
sono ancora lì
nell’avanderia
a fissare
l’avatrice.