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Ciao mamma hai il cancro.

«Ciao mamma, hai il cancro.»
«Lo so.»
«Ma io cammino ancora sulle mattonelle evitando le righe.»
«Lo so.»
«E compro l’ammorbidente Delicati Abbracci.»
«Lo so.»
«E i delicati abbracci sono sempre i tuoi.»
«Lo so.»

«Ciao mamma, hai il cancro.»
«Ancora.»
«Lo sapevi?»
«Da un po’.»
«Da un po’, quanto?»
«Da un po’ ieri.»
«Perché non me l’hai detto?»
«Perché c’eri.»
«Ero io?»
«Ti sei chiesto se su Amazon vendessero bare.»
«Ero io.»
«Eri tu.»

«Ciao mamma, hai il cancro.»
«Manolo, è ancora lunga?»
«Mamma, se avrò un figlio lo chiamerò mamma.»
«Mi chiamo Maria, chiamalo Mario.»
«Mamma, non essere invadente tanto manco lo vedrai.»
«Ecco.»
«Mamma, hai sentito tu di quella mamma che quando ha scoperto di avere il cancro ha comprato alla sua piccola figlia tutti i regali dei compleanni e dei natali che ci sarebbero stati da lì ai suoi diciotto anni?»
«Sì.»
«Mamma, mi dai cinquanta euro?»
«No.»
«Mamma, ma tu stai morendo, che te ne fai?»
«La lapide.»
«Mamma, non fare l’avara che poi vai all’inferno.»
«Così poi picchio Berlusconi.»

Ciao mamma, avevi il cancro.
Berlusconi è ancora vivo, ma spero questa poesia
rimanga attuale per poco.

Ciao mamma, avevi il cancro.
La lapide non l’hai fatta
non ne hai avuto il bisogno
quindi adesso
quei cinquanta euro
li voglio.