Manolo Zocco Quando scrivo / vado spesso / a capo.

ArchivioLuglio 2019

Culo

C
Tre cose sole
io
vorrei sempre
da te:
la bocca; facile.
La via più corta per arrivare al tuo ovaio; fattibile.
ma se
dico, se si potesse, il culo.

Se ipoteticamente
ipoteticamente se tu mi dicessi
va be’ guarda, ipoteticamente potrei pensare di darti il culo
io
se io fossi sulla stazione internazionale
in orbita intorno ad un pianeta
in cui abita un culo come il tuo
mi butterei senza astronave disintegrandomi a Mac 19
col capitano che urla “Non fare stronzate, è solo un culo!”
“Stia zitto, coglione!”

Se avessi un lavoro
mi licenzierei
fonderei una mia startup di scuse
per staccare prima da lavoro in caso di tuo culo ipotetico.

Nella sciagurata ipotesi non dovesse ancora esistere
inventerei il teletrasporto interculare
per essere da te prima di ogni tuo possibile ripensamento.

Perché se l’amore passa
e un culo anche
le emozioni che mi regala
il rimanere indietro quando fai le scale;
la forma del lenzuolo quando dormi a pancia in giù;
il desiderio di essere tramutato in un tuo jeans attillato;
amore mio
sono cose per cui un uomo
potrebbe perdonare qualsiasi cosa
anche
le tette piccole.

Non è che non sei abbastanza

N
Non è che non sei abbastanza
non è per i capelli
non è per i vestiti
o per le macchine che non guidi
che non ti vuole

non è perché non sei abbastanza
sei mille volte abbastanza

è che a volte ci si sbaglia
sbagliamo noi
sbagliano loro

sbagliarsi è un diritto

e quindi
magari
forse
non sono sicuro
potrebbe anche essere
che a sbagliarti, a confonderti, a idealizzare
a prendere cazzi per cozze, insomma
sia stato proprio tu.

«Manuel, ti lascio.»
«Ma no.»
«Ma sì.»
«Non puoi. Soffrirei troppo, davvero, guarda, lascia stare.»
«Macché lascio stare Ma’, ti lascio e basta.»
«Morirò.»
«La supererai.»
«E che ne sai tu? sei un medico tu?»
«Sì.»
«Appunto. Conosci già gli effetti collaterali da Lasciamento Su Due Piedi.»
«Sarebbero?»
«Il solo pensiero che tu mi lasci mi provoca capogiri, stanchezza, perdita
dell’appetito, confusione, disorientamento, vertigini, gonfiore del corpo, aumento di
peso, difficoltà nell’erezione e l’incremento di musica indie nel sangue.»
«Ti lascio lo stesso.»
«E che cazzo.»

Avere paura di amare
non vuol dire un cazzo
e se qualcuno ti dice
che ha paura di amare
che ti amerebbe pure
se non c’avesse
tutta
questa paura
ti sta dicendo
l’altro
a te
ti sta dicendo
soltanto
che non ti ama.

Ogni volta che vado alla coop e ti penso

O
Ogni volta che vado alla coop e ti penso
compro chili di gelato.
Ogni volta che ti penso e vado alla coop
compro chili di gelato
e di preservativi.

Col pensarti
ho accumulato una scorta di preservativi tale
che da solo
potrei inquinare più di una fabbrica di vettovaglie in plastica monouso
per gelati che portano il tuo nome.

Potrei inquinare più dei titoli schifosi di Libero
più dei non sono "razzista ma"
potrei inquinare più dei "non ho niente contro i gay ma dico solo che".
Dico solo che se tu fossi un gelato saresti alla panna e basta.
Cazzo quanto è buono il gelato alla panna e basta.
E basta con 'ste variegature
che anche Matteo dice che è nelle variegature il problema.
STOP VARIEGATURE.

Ogni volta che vado alla coop e ti penso
compro chili di gelato.
Ogni volta che ti penso e vado alla coop
compro chili di gelato:
vegano, se non voglio sentire niente;
fondente amaro, se mi manchi;
al pistacchio, tutte le volte che ti penso nuda,
e va da se che non mangio altro che pistacchio.
-salve ne vorrei uno pistacchio e fondente con aggiunta di panna e basta.
-le manca anche oggi?
-mi manca il suono del suo nome così tanto che a volte lo dico ad alta voce;
mi manca il suo viso a portata di naso dal mio;
mi mancano i suoi piedi congelati sotto le coperte.

Facciamo così
me lo dia vegano
che non voglio più sentire niente
e vaffanculo.

Ragazza spagnola più bella d’italia

R
Credo
ma ne sono quasi certo
di aver visto la ragazza spagnola più bella d'Italia.

Credo
ma ne sono quasi convinto
che fosse la ragazza spagnola più bella d'Italia a livello mondiale agonistico.

Classificata seconda al “Cosa ci faccio in un'osteria nel centro di Udine 2018”, riusciva a praticare infarti stando seduta vicino ad una mortadella deposizione di centoventisei chili.

Una di quelle
la ragazza
che se la guardi una volta ti passa la sbornia
se la guardi due diventi Batman
se la guardi tre la Brexit non è mai avvenuta
se la guardi quattro anche i preti possono sposarsi
se la guardi cinque è meglio che non la guardi.
Perché il vino bevuto in centro è così
se una ragazza spagnola che pratica occhi azzurri a livello mondiale agonistico ti
guarda
lui
ti fotte.

E il coraggio di guardarla ancora
io
non ce l’ho avuto
e infatti
uno, forse adesso sono sobrio
due, non ho un'auto lancia razzi
tre, per l’Inghilterra serve il passaporto
quattro, Papa Francesco è più single di me
e cinque
come mortadella sarei sempre in offerta.

«Sono centoventisei chili di tanto non lei non ti ha cagato
che faccio, lascio?»
«Lasci.»

Quando scoprii che la mia attuale ex…

Q
Quando scoprii che la mia attuale ex... beh, andò più o meno così:

-Guarda che l'ho scoperto.
-Prego?
-Sì, esatto, l'ho scoperto.
-Ah.
-Già. Sono tornato indietro a prendere le chiavi e ho visto tutto! Ma poi, dio mio, lo spazzolone?!
-Mi dispiace tu l'abbia dovuto scoprire così!
-Da quanto?
-... da sempre.
-E io che dopo tutto questo tempo credevo di sentire ancora le farfalle… dopo che tu…
-No. Mi dispiace, faccio la cacca. E come me tutte le donne del mondo. E penso anche al sesso!
-...
-Mi dispiace.
-...perché non me lo hai mai detto?
-Credevo potessi smettere di amarmi.
-Ti amerei anche se facessi per davvero la cacca.
-Manolo, io faccio per davvero la cacca!
-Va bene. Comunque se vuoi puoi farla anche mentre faccio la doccia... O la barba.
-Senza mutandine, seduta ad altezza pisello? Bel tentativo!
-Mannaggia.
-Bel tentativo.

Non è per i capelli neri nerissimi

N
Non è per i capelli neri nerissimi
né per la pelle diafana diafanissima
nemmeno per gli occhi ambra ambrissima
e per le labbra rosso disastro
che non ti voglio più

non è per tutte queste cose
per cui ti vorrei
che non ti voglio

è perché
per quanto io vorrei volerti forte
ci sei tu
che non ti vuoi mai

nonostante
i tuoi denti simmetrici
la tua voce in La maggiore
le tue dita da pensieri scabrosi
e le imprecazioni in francese se bevi un po’ troppo

non è per tutte queste cose
per cui vorrei ti volessi
che non ti voglio più

è perché
per quante parole avrei da volerti
ci sei tu
non ti vuoi
mai.

Mettiamo in le cose in chiaro anche se il nero sfila.

M
Mettiamo in chiaro le cose:
non è che non stiamo insieme;
non è che mi hai lasciato;
non è che stai con un altro;
non è che ci sto male;
non è che spero muoia;
non è che non è vero;
non è che ci pensi spesso.

Ma tu
ti sei mai chiesta tu
che cazzo di mondo è quello in cui noi non ci siamo?

Quante guerre dovranno scoppiare
prima che torni da me?
Quante genti, tra sessant’anni
dovranno ancora dire “quando c’eran loro due”.

Che quando c’eravamo noi due
mia faccetta rosa
i treni facevan ritardo
per i baci
ad orario
che ci davamo.

Ma il tuo post-it sul tuo frigo

M
Ma il tuo post-it sul tuo frigo
lo sa che tu mi pensi?
e i tuoi capelli
i tuoi occhiali da sole
le tue camicie che ti compri
e che ti metti su i tuoi jeans
loro lo sanno che tu mi pensi?

Potresti chiederglielo e basta
alle tue scarpe rosse
alle tue lentiggini chiare
ai tuoi denti canini
alle tue mani bagnate
alle tue lenzuola che dormono
e che stai per lavare
a tutto ciò che ti sfiora
nelle tue giornate
nelle tue nottate
loro lo sanno che tu vivi e mi pensi?

Questa mattina c'è un sole tremendo
tu prendi la macchina e poi pensami al mare
che hai i piedi veloci e le gambe lontane
tu pensami e dimmi se è vero davvero
che sotto le onde si può respirare.

Sicuramente io non sono un treno

S
Ora,
sicuramente io non sono un treno
e se lo fossi
sarei da perdere al volo.

E forse tu non sei una stazione
e se lo fossi
saresti sul mare.

Ma se ti vedessi sul mio stesso binario
oltre la solita linea gialla
tirerei così forte quel freno
da fermare sia il treno
sia il mare.

Tirerei così forte quel freno
che il mare
che era in piedi a fumare
non riesce a fermarsi ed inonda in fila Rimini, Cesena, Livorno.

Te l'hanno mai scritta una poesia d'amore con dentro il mare?

Se si,
te l'hanno mai scritta una poesia d'amore con dentro il mare che inonda
Livorno?

Se si,
te l'hanno mai scritta una poesia d'amore con dentro il mare che inonda
Livorno e noi due che limoniamo?

Se no, limoniamo?

Vorrei che il, gli alieni, e Mark Zuckerber

V
Io vorrei guardarti e basta,
mica altro.
Vorrei guardarti guardarmi.

Vorrei che il mondo, gli alieni, e Mark Zuckerberg
acconsentisse al fatto che due
se a questi due va
possano guardarsi e immaginarsi
in modi che gli altri
gli stupidi
pensano non si possa guardarsi
e immaginarsi.

Che stupidi, gli stupidi.
Che stupido io,
che stupida tu
egli, noi, voi e pure essi.
Che poi ‘sti essi nessuno li ha mai visti
eppure è per essi
mica altri
che smetteremo di guardarci guardarsi.

A meno che
a meno che con ‘sti occhi verdi e gialli
con ‘sti capelli imprevedibili,
a meno che con ste magliette che io guarda non so
con sti denti che non s’è capito come,
mi dicessi che sì:
ci si può guardare guardarsi.

Guardare guardarsi allungare un dito
a scelta, poi una mano.
Guardare gurdarsi allungare un arto
poi un collo,
poi un altro collo e poi un bacio
allungato fino a dove io e te sappiamo
e gli altri
no.

Anche
se gli altri vorrebbero additarci
accusarci, puntarci
dirci
che non dovremmo occhio-bocca-denti-capelliarci troppo.

Ma io a sto mondo
a tutto
ho detto
che posso guardare guardarmi allungarmi chi mi pare.

Che venisse un invidioso
a dire che non posso impressionarmici le retine.
Che scendesse il Cristo
a dirmi che non posso desiderare occhi d’altri,
sorriso d’altri,
capelli rossi d’altri.

Che io a Cristo non gli direi nulla
se non
un ‘guardala’.
Manolo Zocco Quando scrivo / vado spesso / a capo.

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